“Porsia di Giacomo Leopardi ispirata alla triste solitudine dei bufali d'acqua a Phuket”
Oh Porsia, dolce eco dal passato,
distillata da versi di Giacomo immersi,
ti invocherei, affacciata tra il cielo striato
di Phuket, dove il mare parla in versi.
Non Atene ti chiama, né Siracusa dorata,
ma la terra bagnata dai monsoni
che in lagune nasconde la sorte dannata
di bufali d’acqua, silenti, soli.
Riflessi d’ombra sull’acqua stagnante,
lo sguardo perduto oltre la risaia;
che brama puoi leggere, muta e distante,
nei loro occhi che specchiano l’eterna Italìa?
Così tu, Porsia, colma di malinconia,
sorella ai bufali, tristezza condivisa;
né grido, né fuga: solo la poesia
che chiude il cerchio d’una vita incisa.
Vagano lenti fra i loto e le paludi,
madri distratte del sogno e del pianto.
I bufali, come umani, erranti, s’includì
nell’antica condanna dell’incanto.
“Nessuno raccolga il mio desiderio,
nessuno comprenda la mia solitudine…”
Sembran sussurrar tra il verde acquitrino
– Porsia e i bufali – in similitudine.
Oh Porsia, custode di giorni infelici,
ascolta il loro silenzio, fa’ che diventi
canto di passi soffici e antichi
sulle risaie d’acque dolenti.
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